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FIELD RETREATS
A Forgottenlands Experience

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MANIFESTO PER UNA FOTOGRAFIA PIÙ ESSENZIALE E AUTENTICA

 

Viviamo in un tempo in cui le immagini si accumulano velocemente.

Fotografiamo e archiviamo molto. Condividiamo in fretta, oppure lasciamo che le fotografie restino chiuse per anni in un hard disk, in una cartella dimenticata, in una selezione mai finita.

Partiamo per luoghi straordinari, viviamo giornate intense, torniamo con migliaia di immagini. Poi spesso la vita riprende il suo ritmo e il materiale resta lì, sospeso.

 

Eppure, dentro quelle immagini, c'è molto più di quanto vediamo al primo sguardo. C'è il viaggio, c'è la fatica  (e sappiamo bene quanto i viaggi dedicati alla fotografia siano lontani dall'essere una vacanza), c'è la luce di un momento irripetibile. Ci sono le nostre scelte istintive, le intuizioni e il modo in cui abbiamo osservato il mondo in quel giorno. Il nostro percorso fotografico viene forgiato dopo ogni esperienza. Le immagini che realizziamo ne sono una traccia, e spesso raccontano un'evoluzione che non riusciamo a vedere mentre la stiamo vivendo.

 

I Field Retreats di Forgottenlands nascono da questa consapevolezza. Nascono dal desiderio di dare forma a viaggi diversi dal solito: più lenti, più profondi, più essenziali. Esperienze in natura, in luoghi lontani dal turismo e dai percorsi abituali, ma anche momenti di confronto, selezione, ascolto e crescita creativa. Un invito a fermarsi, dare valore a ciò che si è già vissuto e continuare un percorso insieme.

 

UNA NUOVA IDEA DI VIAGGIO FOTOGRAFICO

I Field Retreats non sono costruiti intorno alla ricerca dello "spot iconico", della fotografia già vista o dell'immagine spettacolare da replicare. Non seguono il ritmo frenetico dei viaggi in cui ci si sposta continuamente da una location all’altra, inseguendo risultati facili e immediati. Si svolgono in luoghi capaci di stimolare la creatività proprio perché ci mettono in una condizione diversa: meno distrazioni, meno aspettative, più tempo per osservare. La fotografia non è soltanto tecnica, composizione o ricerca della luce. È soprattutto relazione con il paesaggio, con il silenzio, con il tempo, con le persone che condividono l'esperienza e con il nostro stesso modo di vedere. 

 

LA CASA COME CENTRO DELL'ESPERIENZA
 

Uno degli elementi fondamentali dei Field Retreats è la scelta di vivere l'intera esperienza alloggiando nello stesso luogo: la nostra casa temporanea. Un posto dove tornare ogni giorno, lasciare l'attrezzatura, mangiare insieme, parlare, riguardare le immagini, condividere pensieri, intuizioni e dubbi. Un luogo che, giorno dopo giorno, diventa familiare. Restare nello stesso alloggio cambia il ritmo del viaggio perché crea continuità e permette al gruppo di conoscersi davvero. La casa diventa parte del processo creativo, è il luogo in cui le fotografie smettono di essere semplicemente file e iniziano a diventare racconto.

 

DARE VALORE ALLE IMMAGINI

Troppo spesso le fotografie realizzate durante un viaggio restano invisibili. Invisibili agli altri, ma a volte persino a chi le ha scattate!

I Field Retreats si pongono anche questo obiettivo, ossia dare valore a ciò che è già stato fatto. Per non lasciare che le immagini finiscano nel dimenticatoio e per accompagnare ogni partecipante a guardare i propri lavori con più attenzione, riconoscendo ciò che portano con sé, ciò che suggeriscono e la direzione che possono aprire nel proprio percorso.
Durante i Field Retreats ci sarà spazio per rivedere insieme le fotografie realizzate sul campo, ma anche immagini nate in viaggi precedenti condivisi.

UN PERCORSO CHE CONTINUA
 

I Field Retreats non sono esperienze isolate, sono pensati come una continuazione del percorso fatto insieme.

Ogni partecipante arriva con una storia fotografica, con immagini già realizzate, con dubbi, intuizioni, evoluzioni, tentativi. Ogni nuovo viaggio diventa un’occasione per aggiungere un tassello, ma anche per rileggere ciò che è venuto prima.

Nel tempo possono emergere temi ricorrenti, sensibilità, fragilità e punti di forza che difficilmente si riconoscono guardando una singola fotografia.

Il confronto diventa quindi parte dell'esperienza. Non una critica competitiva e nemmeno la ricerca dell'approvazione, ma uno scambio reale, fatto di attenzione, esperienza e rispetto.Guardare le immagini insieme può aiutare a vedere ciò che da soli non avevamo notato. E il gruppo, in questo senso, non è soltanto un gruppo di persone con cui fotografare. Diventa testimone del percorso creativo di ognuno.

NOTA BENE: ogni anno verrà proposta una nuova edizione dei Field Retreats, in un luogo diverso e a sorpresa. Paesaggi lontani dagli itinerari comuni, scelti per la loro capacità di stimolare la creatività e metterci in relazione con qualcosa che ancora non conosciamo.

LA NATURA COME SPAZIO CREATIVO 
 

I Field Retreats si svolgono in luoghi scelti per la loro capacità di ispirare, lontani dal rumore e dai percorsi più conosciuti. Luoghi in cui la presenza della natura è forte e il paesaggio chiede di essere osservato con attenzione. Qui la creatività non nasce necessariamente dalla quantità di stimoli, ma dalla possibilità di restare abbastanza a lungo da accorgersi di ciò che normalmente sfugge. Impareremo, o forse semplicemente proveremo, a smettere di cercare soltanto ciò che avevamo in mente e a lasciare che sia il luogo a modificare il nostro modo di fotografare.

 

UNA FOTOGRAFIA PIÙ ESSENZIALE ED EMOZIONALE
 

Crediamo in una fotografia che non abbia bisogno di gridare. Una fotografia più essenziale e personale. Una fotografia che non nasce dalla volontà di impressionare, ma dal semplice desiderio di sentire qualcosa e provare a raccontarlo con sincerità. Per questo il tempo è uno degli elementi più preziosi dei Field Retreats. Tempo per osservare, sbagliare, tornare sulle immagini, discuterne.

Nel viaggio fotografico tradizionale, spesso il tempo è pieno: spostamenti, orari, location, sveglie, ossessione del meteo, albe e tramonti, risultati.

Nei Field Retreats il tempo si dilata e questo spazio è fondamentale, perché la fotografia ha bisogno anche di momenti non produttivi. Di pause. Di conversazioni informali.

La creatività non procede sempre in maniera lineare. A volte arriva proprio quando smettiamo di cercarla. I Field Retreats vogliono proteggere questo tempo.

CHE COSA SONO I FIELD RETREATS

I Field Retreats sono ritiri fotografici nella natura, in luoghi remoti, scelti non per la loro fama ma per la loro capacità di creare le condizioni per osservare e fotografare in modo diverso. Sono giornate sul campo e serate in casa, analisi su nuove immagini e fotografie passate da riscoprire, post-produzione e ricerca personale con stimoli provenienti da altre forme d'arte. Sono uno spazio dove la fotografia viene vissuta come processo completo.

 
CHE COSA NON SONO I FIELD RETREATS

I Field Retreats non sono tour fotografici tradizionali. Non sono viaggi da una location all'altra alla ricerca dello scatto perfetto, né cacce alla fotografia iconica. Non sono pensati per tornare a casa con un archivio ancora più grande da lasciare in attesa. Non promettono condizioni perfette né fotografie garantite. Promettono qualcosa di più semplice e, forse, più difficile da trovare: tempo e spazio per entrare davvero in relazione con l'arte della fotografia.

OLTRE LA FOTOGRAFIA


La fotografia non nasce sempre dalla fotografia. Durante i Field Retreats ci sarà spazio per parlare anche di pittura, cinema, musica, letteratura, architettura e di tutto ciò che può contribuire ad ampliare il nostro modo di guardare. Un dipinto può farci riflettere sulla luce. Una scena cinematografica sulla composizione. Ascoltare un pezzo musicale può cambiare il modo in cui percepiamo il ritmo di un'immagine. Un libro può aprire una prospettiva inattesa su un paesaggio. Non saranno lezioni di storia dell'arte e nemmeno momenti separati dal viaggio. Saranno conversazioni, riferimenti e connessioni da portare con noi quando torneremo sul campo. Perché a volte, per trovare una strada nuova nella fotografia, bisogna guardare altrove e non esiste cosa più entusiasmante.

 

 

PER CHI SONO PENSATI

I Field Retreats sono pensati per chi sente che la fotografia può essere qualcosa di più profondo di una bella immagine. Per chi vuole rallentare, stare nella natura, uscire dai percorsi già visti e trovare nuovi stimoli. Per chi ha fotografie ferme da mesi o da anni e vuole finalmente tornare a guardarle e soprattutto a valorizzarle. Per chi ha già condiviso viaggi ed esperienze con Forgottenlands e vuole continuare quel percorso vivendo un'esperienza parallela e formativa. Ma non sono riservati esclusivamente ai fotografi. Chiunque abbia curiosità, voglia di osservare e desiderio di immergersi in un luogo e in un contesto creativo, è il benvenuto.

I 6 PRINCIPI


1. Rallentare

La fotografia ha bisogno di tempo. Nei Field Retreats scegliamo un ritmo più lento e più attento. Non corriamo dietro alle immagini: creiamo le condizioni perché possano nascere.

 

2. Restare

Restare nello stesso alloggio significa dare al viaggio un centro, un luogo in cui tornare, condividere, riguardare e costruire continuità. Il nostro laboratorio creativo.

3. Ascoltare

Entriamo nei luoghi con rispetto, accettando il loro ritmo, le loro condizioni, la loro imprevedibilità.

4. Dare valore

Ogni immagine merita attenzione. Anche quelle dimenticate e mai sviluppate. Nei Field Retreats impariamo a riconoscere il valore del lavoro già fatto.

5. Confrontarsi

Guardare le immagini insieme permette di vedere meglio, capire di più e dare forma al proprio percorso.

6. Ritrovare lo sguardo

L'obiettivo non è tornare con le stesse immagini degli altri, ma con una comprensione più chiara del proprio modo di vedere.

 

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