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Speaker al TEDx di Trento

3 ott
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 2 giorni fa

Ci sono occasioni che arrivano quasi senza preavviso e che ti fanno fermare un momento a ripensare al percorso fatto.

Una di queste è TEDx.

Sono felice di annunciare che il 12 novembre 2026 salirò sul palco della Sala Filarmonica di Trento per parlare di fotografia, di sguardo e di quella sottile differenza tra guardare e vedere davvero.

Ecco la presentazione del mio intervento, con titolo e breve descrizione di ciò che tratterò.


"IL RINASCIMENTO DELLO SGUARDO"

Dalla vista alla visione


Dal modo in cui un paesaggio entra nei nostri occhi al modo in cui riesce a trasformarci. Attraverso fotografia, percezione e storia dell’arte, il talk esplora la necessità di andare oltre la semplice rappresentazione, riscoprendo il corpo, i sensi e l’esperienza come fondamento di immagini autentiche.

In un’epoca dominata dal “fast food visivo”, la sfida più profonda della fotografia non è creare immagini sempre più spettacolari, ma capaci di custodire una traccia dell’incontro irripetibile tra un essere umano e il mondo.

Qui sotto invece il tema del TEDx di novembre, per l'occasione farò parte di un quartetto di relatori provenienti da panorami diversi.


“A me gli occhi: quando vedere non basta”

Quando guardiamo qualcosa, siamo convinti di ricevere informazioni dal mondo. In realtà il nostro cervello fa qualcosa di molto più complesso e molto più sorprendente: anticipa, completa, interpreta. La luce che raggiunge la retina è solo un segnale grezzo. Quello che percepiamo - la profondità, il colore, il movimento, il significato, è il risultato di un'elaborazione straordinaria, che il cervello compie in millisecondi senza che ce ne accorgiamo.

Ma cosa succede davvero quando guardiamo? La luce colpisce la retina, il cervello interpreta, la mente costruisce. E spesso quello che crediamo di vedere non coincide con ciò che è. Vedere non è ricevere informazioni dal mondo. Vedere è costruirle. Questa è l'idea al centro di questo TEDx. La

visione attraversa la fisica della luce, la biologia dell'occhio, la neuroscienza della percezione, il linguaggio delle immagini, le scelte della vita quotidiana.

Cinque voci, un unico quesito e nessuna risposta uguale. Ogni speaker viene da un panorama diverso - la fisica, la medicina, la neuroscienza, la fotografia, l'esperienza sul campo. Ognuno risponde alla stessa domanda dal proprio punto di vista. E ogni risposta sorprende.

Viviamo nell'epoca dell’immagine. Non è mai stato così facile guardare e non è mai stato così difficile vedere davvero, distinguere ciò che è reale da ciò che è costruito, ciò che è evidenza da ciò che è narrazione seduttiva. Siamo immersi nelle immagini. Eppure non siamo mai stati così esposti a subire ciò che ci viene mostrato.

L'idea che vogliamo diffondere è semplice, ossia che la visione si educa. Chi capisce come guarda, guadagna qualcosa che va ben oltre l' acuità visiva.

Guadagna autonomia. L’obiettivo è andare oltre lo sguardo...insieme.


A presto,

Andre

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