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L'America degli Zombie

Aggiornamento: 21 mar

(Nonostante non vi siano immagini esplicite in questo articolo, la lettura non è consigliata a tutti. Se siete particolarmente sensibili vi consiglio di fermarvi qui). Vi chiedo scusa ma non ho realizzato immagini, non me la sentivo di scattare. Ho girato e custodito solo un brevissimo video che preferisco non postare pubblicamente ma che ho mostrato ai miei cari, agli amici e ad alcuni di voi durante i recenti viaggi. Una testimonianza preziosa, inquietante e spaventosa riguardo la situazione in cui versano gli USA. Oggi voglio raccontarvi di quello a cui abbiamo assistito durante l'ultimo giorno del nostro bellissimo viaggio fotografico fra le meraviglie naturalistiche del Golden State, ossia la California. Anno 2023.

Benvenuti a San Francisco, una delle metropoli più iconiche degli Stati Uniti, rinomata per la sua bellezza e unicità...un capolavoro di città che sorge in una posizione geografica spettacolare. La magnifica baia, l'atmosfera frizzante della city, l'innovazione e l'architettura erano alcune delle caratteristiche che mi fecero innamorare di Frisco (così è soprannominata dai locals) ormai 15 anni fa, durante la mia prima (e non unica) visita.

"Un'elegante e silenziosa auto nera viaggia su e giù per i ripidi pendii cittadini. Nessuna esitazione alla guida, nonostante al volante non ci sia nessuno! I taxi senza autista di San Francisco sono una vera e propria attrazione per i turisti. Numerosi sensori e telecamere permettono di prevedere ogni imprevisto...incluso il passo claudicante di un senzatetto che attraversa la strada senza badare alla segnaletica. È qui che l’innovazione americana incontra uno dei problemi più gravi che affligge da tempo la costa del Pacifico". Purtroppo, dietro l'immagine di cartolina della città, si nasconde una realtà dolorosa e complessa: l'emergenza dei senzatetto e il dilagante problema legato al fentanyl, un potente oppiaceo sintetico, che ha raggiunto proporzioni epidemiche negli Stati Uniti, con San Francisco al centro della crisi. Il fentanyl è un farmaco che crea facilmente dipendenza e viene spesso assunto in combinazione con metanfetamine e cocaina. Il consumatore imbocca così una via di non ritorno.

L'impatto di questo cocktail è semplicemente devastante, con un numero sempre crescente di morti per overdose ogni singolo giorno. Non si tratta solo di una fredda statistica, ma di vite spezzate e famiglie distrutte, oltre a tutte le problematiche politiche e sociali che ne derivano.


Con i ragazzi avremmo trascorso una notte in centro, in attesa del momento di raggiungere l'aeroporto per tornare poi in Italia. C'era tempo sufficiente per visitare, seppur in maniera abbastanza

superficiale, le principali attrazioni della città...tra cui la celeberrima Alamo Square, vicino al quartiere di Tenderloin. Mentre speravamo di immergerci nella vivace vita urbana, che ricordavo dalle mie precedenti visite, ci stavamo invece per confrontare nostro malgrado con una realtà che ci avrebbe lasciati sgomenti per giorni. Fra i maestosi grattacieli e le luccicanti vetrine dei negozi (ormai abbandonati, deserti), avremmo incontrato un numero impressionante di persone senza dimora, molte delle quali lottavano con dipendenze devastanti.

Le tracce di questa crisi erano ovunque: persone accasciate sui marciapiedi, alcune in uno stato di incoscienza (o forse addirittura morte? Sono pronto a scommettere di aver visto dei cadaveri), altre impaurite e disperate. I segni dell'uso di droghe erano lampanti, così come la disperazione nel cercare un po' di sollievo da una realtà dolorosa. Gente con lacerazioni agli arti, ricordo una donna con veri e propri brandelli di carne che penzolavano, escoriazioni, carne marcescente. Non sto affatto esagerando nella descrizione e i miei compagni di viaggio ne sono testimoni.

La chiamano "droga degli zombie" perché chi la assume è all'istante riconoscibile: le persone si trovano piegate letteralmente in due, spessissimo con i pantaloni abbassati. Ciondolano, la testa in basso e le braccia che sfiorano il terreno, non si sa come ma mantengono questa posizione inquietante per lunghi minuti prima di accasciarsi a terra per poi ricominciare in quello che sembra un rituale di avvicinamento alla morte.

Incrocio un giovane, avrà avuto non più di 18-19 anni. Sguardo perso, non mi nota, è come se fossi invisibile per lui. Si alza dal marciapiede e con voce spenta sussurra: "another day in paradise!", ossia "un altro giorno in paradiso", con l'ironia di chi non riesce a celare la voglia di morire.

Mi veniva da piangere. L'odore che avvolgeva le vie del centro non riesco a descrivervelo. Chiaramente quelle strade non erano solo teatro di morte e disperazione ma anche un gabinetto pubblico senza alcun tipo di regolamentazione. I più fortunati potevano disporre di una tenda per la notte, altri attendevano la loro ora dove capitava.

Questo è un Problema che non può essere ignorato ma che purtroppo gli USA tendono a velare (quantomeno agli occhi del mondo) nella loro smania di sentirsi al centro dell'universo e il più delle volte inattaccabili. La crisi dei senzatetto e del fentanyl non riguarda solo coloro che sono direttamente coinvolti, ma impatta l'intera comunità. Le risorse limitate, la mancanza di accesso ai servizi di salute mentale e di recupero così come le politiche del tutto inefficaci hanno contribuito ad aggravare la situazione, soprattutto dopo la crisi da Covid19.

Da San Francisco a Philadelphia, da Hollywood a Seattle e così via. La "droga degli zombie" sta rovinando migliaia di persone, da minorenni ad anziani, nessuno escluso.

I numeri sono impressionanti: solo nel 2023 i decessi per droga hanno superato le 112.000 persone negli States. Centododicimila! Viaggiare è anche questo, direi soprattutto questo. Me ne accorgo sempre di più e mi rendo conto del privilegio che ho nel poter testimoniare quello che affligge la società, oltre che al bello. Ero al corrente della crisi dei senzatetto e della tossicodipendenza dilagante negli Stati Uniti...ma passeggiare fra le strade del centro di una delle città più blasonate, pubblicizzate e amate al mondo, scoprendo di trovarsi all'inferno, con centinaia di persone già morte o appese ad un filo lì a vagare per le strade è stato surreale. Mi sentivo all'interno in un film. Quando si tocca con mano una situazione del genere non si può che diffondere la testimonianza nella speranza di sensibilizzare e di far conoscere queste crude realtà. Il centro di San Francisco è fatto esclusivamente di scene apocalittiche. I senzatetto hanno colonizzato il centro, i negozi sono stati abbandonati, i vetri di molte auto distrutti, i residenti stanno cercando casa altrove, volendo fuggire da questo delirio.

Parlavo con la receptionist del nostro hotel e mi raccontava che dal post covid la situazione, in particolare nel centro città, è disperata. Le politiche che sta attuando il sindaco non stanno portando a nessun tipo di miglioramento, anzi. La droga (così come cibo, vestiti e alcol) viene fornita direttamente ai tossicodipendenti che popolano le strade perché non ci sono strutture sufficienti per ospitarli e per provare a recuperarli (assoluta chimera!)...quindi meglio "tenerli buoni" in attesa che arrivi la loro ora. È terrificante tutto ciò, la gente è abbandonata al proprio destino. (Mi solleva in parte il fatto che, finalmente, i media europei stiano dando peso a questa crisi cercando di mettere in atto politiche di prevenzione di una possibile epidemia di tossicodipendenza legata al fentanyl, che potrebbe portare a una vera e propria ecatombe nel vecchio continente. Il TG ne ha parlato proprio ieri e mi sono finalmente deciso a condividere con voi la mia esperienza diretta.)

Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento trovate una miriade di video su youtube legati a questa problematica, vi invito a dare un'occhiata. Grazie come sempre per la vostra attenzione, per me è un grosso piacere condividere con voi le mie esperienze di vita. Se vi va condividete l'articolo con amici e parenti, è importante conoscere queste realtà. Un abbraccio e alla prossima,

Andre

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