Rifugio

Sono giorni umidi, mi sveglio ogni notte con una pioggia che invece di respingermi mi attira a sé. M'incammino, voglio sentire l’acqua infiltrarsi nei vestiti e raggiungere il corpo, non ha senso cercare di rimanere asciutti.

Contro cosa combattiamo? Ci stiamo disabituando al contatto con la natura. Amo bagnarmi, voglio bagnarmi. Il legame con l’acqua è purezza, sento il corpo familiarizzare man mano con nuove sensazioni e una volta fradicio la condizione di presunto disagio non può peggiorare e allora ti accorgi di essere di nuovo “asciutto”, non pensando più a quella metamorfosi.

Essere asciutti o bagnati è solo uno stato mentale!

Mi sento un tutt’uno con la foresta brumosa che sta per risvegliarsi. Volgo lo sguardo verso l’alto per godere delle sottili gocce che battono contro il mio viso, piove sulle mie ciglia e le lacrime si fondono con la purezza assoluta che ho trovato in queste settimane da solo nei boschi.

È quasi giorno e d’improvviso la pioggia cessa, le nebbie cominciano a diradarsi e un bagliore mi rivela qualcosa di inaspettato: entro allora a far parte di un mondo sospeso, fatto di giardini pensili e di forme preistoriche. I parrocchetti che gridano nell’aria mattutina diffondono lo stesso suono dei dinosauri alati che disegnavo da bambino e che chissà, forse sui rami di quelle piante uscite da un sogno avrebbero trovato rifugio.

Intanto io, ho trovato il mio.


L'immagine qui sopra ha ottenuto il primo posto nella categoria Landscapes (Temperate, Boreal and Tropical Forests Biome) del concorso internazionale di fotografia naturalistica "BioPhotoContest". A presto, Andre #andreapozzi #award #contest #biophotocontest #texas #cile #concorsointernazionale #2021

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