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Assenza essenza

Due, tre colori al massimo, geometrie, assenza/essenza... Il primo sguardo al deserto del Namib mi ha lasciato attonito: spazi immensi, quasi un miraggio. Non avrei mai detto di poter scavare così in profondità in un ambiente così vasto e ostile. Al giorno d'oggi siamo bombardati da una quantità di immagini e video davvero impressionante. Lasciando stare i social network, basta aprire google e cercare un'informazione su un luogo e ci appaiono centinaia di immagini. Volente o nolente ci si fa influenzare, si parte con un po' di aspettativa e la cosa dal mio punto di vista non è troppo salutare. È bello lasciarsi sorprendere ma d'altro canto capisco che sia impossibile partire per un luogo celeberrimo senza nessun tipo di "contaminazione"! E quindi eccomi di fronte alle dune arancioni del Namib e alle sue acacie nel bel mezzo dei Vlei, tra cui spicca Deadvlei, uno dei luoghi più impressionanti ed iconici di tutto il continente africano!

Il suo nome deriva dalle parole afrikaans "dead" (morto) e "vlei" (palude o depressione) e può essere tradotto come "palude morta".

I suoi scheletri di acacia, risalenti a quasi 1000 anni fa secondo le stime, sono rimasti intatti a causa dell'aridità del luogo.

Questo paesaggio altamente singolare si formò migliaia di anni fa, quando il fiume Tsauchab allagò l'area, permettendo la crescita degli alberi. Successivamente, le mutazioni climatiche e lo spostamento delle dune bloccarono il corso del fiume, interrompendo l'apporto d'acqua nell'area e causando la morte della vegetazione in essa presente.

Il contrasto tra i tronchi neri degli alberi, il bianco brillante dell'argilla del suolo, l'arancio/rosso delle dune circostanti (alcune delle quali sono tra le più alte del mondo) e il cielo blu intenso crea un paesaggio altamente suggestivo e surreale, rendendolo una delle mete fotografiche più popolari al mondo.



La foto

La distesa di Deadvlei non ha sicuramente deluso le nostre aspettative.

Devo ammettere che la visione che più mi ha impressionato, a dispetto della miriade di immagini che ritraggono questo luogo, l'ho avuta dall'alto, camminando sulle immense dune che circondano questo lago prosciugato, spesso investite da forti venti. Magnifico il contrasto dell'arancione con il bianco accecante di metà giornata...e quelle sagome nere, quasi in pena, che sembravano voler comunicare fra di loro.

E allora vedo due anime fuori dal coro (la distesa di Deadvlei presenta decine di alberi morti) che paiono danzare...forse come spesso mi capita quando mi trovo in contemplazione nella natura si tratta semplicemente della mia (in questo caso nostra) figura allo specchio: forse quei due alberi siamo solo noi due, persi nel cuore del deserto più antico al mondo, con la semplice voglia di vivere assieme un momento speciale, e forse di ballare nel silenzio assordante.

La volontaria esclusione del cielo smantella un contesto iconico per una visione più intimistica e tendente all'astratto. Il taglio quadrato aiuta invece a rafforzare la resa prospettica illusoria e alterata con cui ho voluto interpretare la scena.


Per i più tecnici e curiosi ecco qualche dato:

  • Fotocamera: Canon 5D MKIV

  • Obiettivo: 100-400mm f/4 @ 182mm

  • Tempo di scatto: 1/500

  • Diaframma: f/11

  • Sensibilità ISO: 200

  • Mano libera


Finalmente Namibia! Vi anticipo che stiamo lavorando al nuovo itinerario per l'estate 2025, non vedo l'ora di accompagnarvi fra i colori vibranti e le mille sorprese di questo paese straordinario. Non perderti nessun aggiornamento: TUTTI I VIAGGI Un abbraccio e a presto,

Andre

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